categoria:lettere dal fronte, still waters
Sabato ho di nuovo battuto il mio record, stabile da circa un mese, in piscina. 50 vasche in 43 minuti, scarsi. Non che mi importi, non devo dimostrare niente a nessuno, però mi piace. Soprattutto lasciar cadere così l'informazione, nel mezzo del niente, insomma, è un numero che fa la sua porca figura. Quando ho cominciato, 4 anni fa, facevo 17 vasche ed ero morta. In 45 minuti, perchè un'ora intera mi sembrava un'esagerazione. Le prime vasche sono sembre un po' rabbiose, servono a scaricare i muscoli imbalsamati da troppo tempo davanti al pc, in posture rigide, ma non toniche. La parte divertente inizia dopo la ventesima vasca, quando prendo il ritmo, "rompo il fiato" come si dice. Allora le bracciate si fanno regolari, pacate, batto l'acqua con la giusta dose di energia, senza sprechi. Sottacqua sento bene il mio respiro, lo ritrovo puntuale, preciso. Mi sta simpatico.
E' che ormai gli spazi di miglioramento si riducono. Voglio dire, mica devo fare le olimpiadi, è un risultato di cui potrei accontentarmi. Anche considerata l'età, lo dico senza ironia. Ma so che cercherò in qualche modo di aggiungere qualche vasca, togliere qualche minuto.... Come domenica: la mattina mi sono svegliata con la voglia di fare il pane (faceva un freddo becco, c'era un bellissimo sole, ci mancava il profumo giusto per casa). Dopo il pane, già che il forno era caldo, ho fatto una torta, perchè la sera avrei avuto un paio di amici a cena. Poi ho pensato che i ragazzi se la sarebbero spazzolata prima, la torta, e allora, già che la cucina era tutta per aria, ne ho impastata un'altra e via, prima di mezzogiorno il pane e le 2 torte sfiatavano sul tavolo del pc. I miei colleghi mi hanno chiesto se mi drogo. No, ma per chi si sente un filo elettrico carico al massimo - o fai andare un, chessò, tosaerba, o vai in corto. Anche un frullatore, piuttosto che niente. Non lo faccio per nessuno, se non per me. Da quando mi sono liberata dalla sindrome del mulino bianco sono un altra persona, 50 vasche in 43 minuti sono niente al confronto. Però a volte il dubbio mi viene, che in qualche modo misterioso e benedetto il mio corpo produca sostanze psicotrope. Ma io non indago. Mi godo il momento e zitta.