Se divido la mia vita in 3, ogni periodo ha avuto una sua donna-mito al centro. Un modello, un obiettivo, un esempio a cui guardare. La prima è stata di carta, ed era Pippi Calzelunghe. L'ho amata molto e credo fino a dopo i vent'anni ho cercato, nel mio piccolo, di costruire una vita come la sua, vestiti improbabili, avventure impossibili e tutto il resto. Soprattutto senza paura di niente. E totalmente impermeabile ai giudizi altrui. Io stavo anni luce lontano, ovviamente, ero grassa e goffa e piuttosto antipatica, niente trecce nè tantomeno cavalli a pois in veranda. Poi c'è stato il periodo di Mary Poppins. Ora, si può dire qualsiasi cosa, ma Mary può insegnarti di tutto, marketing, filosofia, economia. Frasi come "first things first" ti possono sollevare il morale in una giornata che comincia alle 7 e 20 e sei già in ritardo su tutto. Mary mi ha anche insegnato a non confondere una persona seria da una che ha mal di fegato, e a cercare il più possibile di rientrare nel primo gruppo. Conosco ogni battuta del film a memoria, in italiano e inglese visto che lo usavo per i corsi negli anni che ho insegnato. Oggi, se potessi scegliere, vorrei essere Marge Simpson. Pratica, essenziale, niente superpoteri che le permettono di sollevare un cavallo con una mano sola o di mettere in ordine una stanza semplicemente sbattendo le ciglia. Vorrei sentirmi come lei, sempre al posto giusto, con le idee chiare su qual è la cosa giusta da fare. Non mi farei tante domande. Mi divertirei un mondo ad acconciarmi tutti quei capelli blu.







