lunedì, 31 luglio 2006
Mi chiedete se sono tornata. No, in effetti sono ancora là. Ho ceduto all'insistenza di Fidel, e alle lusinghe del taxista che mi chiama “mi amòr, mi corazòn”, e ho infine fittato casa sul Malecòn, proprio lì dove si incrocia col Paseo e si vede la fortezza di sguincio e il mare. Mangio pollo fritto e riso nero, e certi piccoli ananas succosi e dolcissimi. Sto imparando la rumba, e mi esercito ad agitare le maracas. Torno tra poco, niente paura, torno normale tra pochi giorni. Chi preme per sapere com'è andata trova un post in un altro posto, basta spostarsi qui
Nel frattempo vi raccomando i miei fiori, i gatti e i pomodori. E la chiave della cassaforte, se proprio non dovessi tornare, ce l'hanno in custodia i fratelli Karamazov.
martedì, 11 luglio 2006
Poche ore alla partenza. Posso lasciarle in custodia i pensieri, signora? Magari li tiene qui, che m'ingombrano in volo. Li porti al parco ogni tanto, li faccia svagare. Stia attenta che non si perdano, per carità, che li ritrovi tutti al rientro. Due settimane passano veloci, se sentono nostalgia me li consoli lei, un gelato ogni tanto, una giostrina. Basteranno, non sono pensieri cattivi.
domenica, 09 luglio 2006
Quando Camilla stava con noi succedevano sempre cose straordinarie. La sera per esempio, spesso non si guardava il TG, ma si faceva un gioco napoletano di carte che conosceva solo lei, e che implicava l'uso di una parolaccia ogni volta che usciva una certa carta. Oppure mi trovavo le unghie dipinte di azzurro, io che lo smalto non l'ho mai messo. Una sera al mare passeggiavamo tranquille quando lei ha chiesto: "Ti va di fare una corsa?", perchè no, ho risposto ignara. Ha schiacciato con la mano aperta un'intera fila di campanelli e poi, "Muoviti, corri!....." e via come un fulmine ridendo come una matta. E io, via a correre! La Camy era così, sempre un fuori programma. E' così anche adesso. L'ho incontrata qualche giorno fa, una sera che uscivo dal dentista. Era tardi, dovevo correre a casa e avevo già le chiavi della macchina in mano. Mi capita spesso di credere di vederla nelle ragazzine che incrocio per strada, così l'ho fissata un po' dicendomi che non poteva essere lei. Invece. Ci siamo abbracciate di slancio, cullandoci a lungo, poi tremila domande di fila, senza aspettare le risposte. Sedute sul marciapiede (gesù, l'ultima volta che l'ho fatto avrò avuto vent'anni), e tra una sigaretta e l'altra mi ha aggiornato sulla scuola, il fidanzato, mamma, Martina, le vacanze... Mi ha fatto vedere i tatuaggi, i dodici piercing. Ti chiamerò crocifissa, le ho detto. Quello sulla lingua è orribile, Cami perchè diavolo l'hai fatto? Ma non ti fa male? E poi via coi ricordi, i biscotti allo zenzero, la festa della cresima, le liti furibonde con Teo, e quando facevamo i popcorn...
Cara Cami, nell'ultimo cassetto della mia scrivania ci sono ancora le tue mutande e un reggiseno prima misura che ormai va bene per vestire le bambole. C'è anche il tuo quaderno giallo, dove volevo che scrivessi i tuoi pensieri, ma c'è una sola pagina scritta, poi stelle e cuoricini e tanti TVB. Ho conservato tutto, insieme ai disegni, le foto, le figure di pasta di sale coi brillantini. Ho conservato i ricordi, tutti-tutti-tutti, ma non è questo che voglio. Tu sei trafitta da dodici piercing, io ne ho uno nascosto, e sei tu. Volevo che tu lo sapessi.
mercoledì, 05 luglio 2006
Forse non ne passa molta su questi schermi, ma di rabbia è stata molto colorata la mia vita nei mesi passati. Da due giorni 9 straniti colleghi ed io, chiusi in un'aula con l'aria condizionata troppo alta, ragioniamo su come la rabbia, insieme alla paura, alla tristezza e alla gioia, siano tutte emozioni funzionali, positive, necessarie. Chissà quanto ha speso l'ufficio personale per mandarcelo a dire. Non bastava un ordine di servizio? "Si comunica che da oggi, 5 luglio 2006, le emozioni in questa azienda sono permesse". Oppure, "con effetto immediato si informa che Lucia può perdere il controllo, Anna può mandare affanculo il suo capo, Andrea ha il permesso di gioire per le tette di Rossella, e Rossella ha il permesso di provare disgusto per Andrea." E io? BellaLu, aspetta, dove sei? Ah, eccoti qui, si, BellaLu ha il permesso di sentire che la rabbia pulsa dentro come cosa viva, calda e molle, può toccarla e sporcarsi le mani di rosso, ha il permesso di riconoscerla in tutta la sua stra-ordinaria bellezza e chiamarla per nome, può accoglierla e provarne simpatia invece di tenerla come polveroso soprammobile in cucina o in fondo a un cassetto. Scusi, non dice mica come esprimerla? Mmm... vediamo...no, mi dispiace, passa domani.
mercoledì, 05 luglio 2006
Quinto giorno che Dadà è partito. Mi manda messaggini da Hyde Park dove suonerebbe la chitarra insieme al suo amico Andrea e a due australiane conosciute all'ostello. "L'australia dev'essere bellissima". L'Australia??? Ma perchè l'ho mandato a Londra mi chiedo.
Teo ha già organizzato la sua vacanza ad Amsterdam. Motivi botanici, naturalmente. Gli ho detto di non fare il cretino, ma dubito che mi ascolterà. Quando aveva cinque anni un giorno mi ha detto: "Mamma, quando ti abbraccio mi sembra di tuffarmi in una pecora gigante", un'immagine che mi piaceva, perchè dentro c'era morbidezza, calore, e un profumo distintivo. Ora quando mi abbraccia è per dirmi che sono una gigantesca rompiballe, e obbiettivamente questa metamorfosi è molto meno evocativa.
Io invece ho prenotato Cuba. E neanche sono comunista. Ma c'è sempre uno stupore nei racconti di chi c'è stato, voglio andarlo a vedere.