I guanti ascellari che mi hanno perquisito oggi avevano un volto umano, e una frangetta bionda. Niente ordini monocordi, niente sguardo di vetro, solo richieste gentili ("Le tasche, sono vuote? Si giri, tolga la scarpa sinistra, per favore"). Se avessi avuto armi o droghe sarebbero passati, ma che non sono un delinquente si vede dalla faccia. Con frangetta bionda la giornata è cominciata bene, all'OPG di Reggio Emilia, e se poi ha portato groppi in gola è solo perchè la tenerezza è troppo dura da sopportare in quel luogo di squallore. La tenerezza è una bimba di vent'anni, seduta al tavolo accanto a noi, che parlava fitto fitto col suo papà. Gli teneva la mano, gli accarezzava continuamente i capelli, senza smettere di parlare sorrideva piegando un po' la testa. Tutto da sola, perchè il suo papà era perso in chissà quali mondi, e la guardava senza parlare, senza ricambiare i sorrisi, senza gratitudine o qualsiasi emozione apparente. Forse l'emozione la nascondeva sotto i baffi bianchi e le ciglia spesse che gli davano un'aria da vecchio imperatore, e gli imperatori si sa non lasciano troppo trapelare i loro pensieri. Io si, li ho lasciati trapelare, caro Roby, qualcuno almeno. Tutti gli altri li ho portati a casa, nuvoloni neri dentro la testa dentro questo pomeriggio di sole. Ora le nuvole sono diventate pioggia, poi le lascerò andare, e starò subito meglio.