Carla me lo doveva dire, mannaggia. Ha fatto uno stage da noi, per un anno è stata seduta due scrivanie distante da me, abbiamo pranzato insieme, scambiato opinioni su politica, figli, film, libri. E io non mi sono accorta di niente??? Devo essere rincoglionita del tutto.
A gennaio si è trasferita a Torino, ad abitare col fidanzato, ogni tanto ci becchiamo sul messenger. Come oggi pomeriggio.
Hei lu lo sai che a torino c'è il cioccola-to?
Te la lì, sempre a pensare a mangiare. Come stai?
Bene. E li come va?
Nzomma, il solito delirio. La Sonia è furibonda, la nuova stagista è un po' svampita. Puoi sempre tornare se dovesse andare male con
"Sonia, scusa, come si chiama il fidanzato di carla?" Sonia alza le spalle, serra le labbra. Temporeggio un attimo
"Cristina. Il mio fidanzato si chiama Cristina"
A volte succede, che le finestre del messenger si sovrappongano e io rispondo alla persona sbagliata. Forse è successo qualcosa del genere...
"Scusa lu se non te l'ho detto prima"
Gesù, non mi vengono le parole. Sonia fa la gnorri.
"Defi, se dovesse andare male con Cristina puoi sempre tornare qui, la battuta era questa"
"Ok ma è impossibile, ci amiamo"
"Beata gioventù"
Chiacchieriamo ancora un po', mentre mi do mentalmente della deficiente, ripetutamente. Le chiedo scusa, di non essermi accorta di niente. Ci rimango anche un po' male (ma dopo), ma poco. I primi tempi faceva fatica a darmi del tu, perchè avrebbe dovuto dirmi che è gay?
Se un giorno un elefante si sedesse alla scrivania di fronte alla mia lo guarderei distratta e direi "Marò, Sonia, sei un po' ingrassata no?" Devo togliere un po' gli occhi dal pc, forse mi accorgerei che danno un altro film intorno a me.







