Non ci tornavamo da parecchi anni. E' che volevamo festeggiare l'anniversario e non c'era tempo per un vero ristorante. Tad aveva proposto una pizza veloce, lui sarebbe tornato tardi e io alle 9 avevo il corso di canto. Ai ragazzi andava bene, così ci siamo mossi con 2 macchine, l'idea era di trovare una pizzeria in zona viale Romagna così poi io potevo correre ai canti. A metà strada Dadà e io, sulla macchina piccola, abbiamo pensato al cinese. Abbiamo telefonato all'auto che ci stava davanti, l'idea piaceva anche a loro. Per questo siamo andati li, era di strada, e ci andavamo abbastanza spesso quando i ragazzi erano piccoli. Quello che non ci aspettavamo era che la signora cinese ci riconoscesse, e si dimostrasse felice di vederci, commentando con stupore quanto fossero cresciuti i ragazzi "Ora molto alti, io ricordo loro piccoli così!" E' stato così carino, lei che si fermava al nostro tavolo dove le pietanze sfrigolavono sulle piastre di ghisa, e chiedeva "Quanti anni ora?". I suoi due figli adesso sono avvocato e ingegnere, ci ha detto, "la sera troppo stanchi, non lavorare più qui". Credo le sia rimasta una domanda in gola, al suo ristorante ci andavamo con Camilla, quando stava con noi, ma non ha chiesto nulla. Ci ha accompagnato alla porta con un sacco di inchini, strappando un sorriso anche a Teo che raramente sorride in pubblico. "Hai visto?" ho detto io prima di separarci alle macchine, "Si ricordava di noi!". Per forza, è stato il commento di Teo, non ci va praticamente nessuno in 'sto ristorante! A me invece è sembrato un bel regalo per un anniversario: i ragazzi che si parlavano uno sopra l'altro, il brindisi col te al gelsomino, la signora gentile che si ricordava di noi, e poi la musica sudamericana mischiata alla salsa di soia, e Patrick e gli altri che aspettavano a cantare. Si, è stato un bell'anniversario, come spesso non ci è stato dato di avere. Abbiamo avuto anniversari con 20 invitati a cena, anniversari solo-noi-due in ristoranti chic, anniversari celebrati in città lontane. Abbiamo avuto anche anniversari ognuno-per-sè, regali attesi e non ricevuti, regali d'oro e d'argento che non c'entravano niente con chi li riceveva. Giovedi invece è stato perfetto, e nessun regalo da scartare. Ho baciato i miei uomini prima di schizzare, già in ritardo, al mio corso di canto. "Ma quanto vi voglio bene?" ho detto a ciascuno di loro. Mamy hai bevuto, mi ha detto Dadà, occhio con la macchina. Un po' aveva ragione, infatti mi sono accorta solo a metà strada che viaggiavo a fari spenti. Se vi capita, il ristorante si chiama "Delizia-delizia", è il loro piatto migliore.