venerdì, 24 febbraio 2006

La moda degli aperitivi a Milano, tanto denigrata da qualcuno, a me piace. Ci si vede tipo tre volte l'anno, un mare di gente che si bacia e si complimenta attenta all'equilibrio del mohito e del piatto colmo di gustose schifezze. Ciao come stai, ma che bello vederti, che fai ora? Maddai???? Insomma, questo genere di cose. I denigratori dicono sono solo rapporti di facciata, tutto resta in superficie. Ullallà, e dove vuoi andare? Reggimi il mohito va, che vado a salutare la Sheyla.

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categoria:secondo piano torre sud
domenica, 12 febbraio 2006

Oggi ho fatto il giardiniere (giardiniera sa di culinario). Ho potato l'aralia e la passiflora, accorciato un po' il caprifoglio e la clematis, sfrondato abbondantemente il glicine. In meno di due ore ho riempito un sacco di foglie e rami. E' un lavoro che mi piace, mi affatica piacevolmente, anche se le mani sono piene di graffi e le unghie opache di terra. Ogni volta mi stupisce che i miei fiori superino l'inverno, e il gelsomino giallo che ha già messo i primi fiori mi procura grande soddifazione. Se Dadà fosse un albero sarebbe una betulla, flessuosa ed elegante, ben salda nella terra, con le minuscole tantitssime foglie che in estate fanno musica e ombra. E' bella anche in inverno, anche senza verde si vede che è viva. Teo invece potrebbe essere un glicine, così nero e contorto nella brutta stagione, che niente lascia intuire i fiori violetti che metterà in estate. Non ama essere curato, qualsiasi terreno va bene, vuole solo correre via, ha solo bisogno di spazio, si aggrappa a tutto pur di continuare ad allungare i rami. Tu li poti e loro ricrescono più forti e più belli di prima. Li amo entrambi, li amerei ugualmente anche se fossero pini ombrosi,  nespoli con le foglie d'argento, spinosi melograni o timide lobelie. Mi ripeto che tutta questa bellezza e abbondanza non mi appartiene, cerco di convincermi che io non c'entro in tanta generosità, ma sotto sotto gongolo di un insopprimibile orgoglio. Chissà se anche il prato prova lo stesso per l'erba che gli cresce sopra? Sorride come se ti confidasse un segreto e dice "Se non c'ero io..."

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categoria:i s-cetc
martedì, 07 febbraio 2006

Basta non se ne può più, vivo praticamente in riunione, quando azz lavoro? Oggi l'ho detto al mio capo. "Se sei d'accordo, il giovedì mi tengo libera, niente appuntamenti, niente riunioni, almeno un giorno la settimana devo stare tranquilla in ufficio, serve un po' di analisi, guardare dentro i dati..." Mi ha guardato tre secondi dubbioso. "Mah, si, se vuoi... Anzi, visto che giovedi non hai niente magari vediamo insieme com'è messo il Q2, c'è anche Paolo..."  Sigh, non ho speranza.

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categoria:secondo piano torre sud
lunedì, 06 febbraio 2006

Mi succede raramente, purtroppo, di trovare un bel libro. Ma venerdì ne avevo preso uno che prometteva bene. C'erano gli ingredienti giusti, un maratoneta che descrive lo sforzo fisico, dettaglia ogni singolo muscolo che si tende e si conforma al passo perfetto, su strade che alludono a strade diverse, per raggiungere una vittoria che è immagine di altri traguardi. C'era anche un po' di Ungheria, la "mia" Debrecen, i nomi impossibili e lunghi che hanno un'armonia invisibile in superficie. Peccato che al terzo capitolo il mio eroe, quarantenne sposato e in attesa di una figlia, si sia già scopato la ventenne più carina della nazionale di atletica ungherese. Caduto nei primi trenta metri di gara insomma. Già mi è antipatico, vediamo se si rialza.

Mauro Covacich - A Perdifiato, Mondadori 2003


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categoria:reading in progress
sabato, 04 febbraio 2006

Non ci tornavamo da parecchi anni. E' che volevamo festeggiare l'anniversario e non c'era tempo per un vero ristorante. Tad aveva proposto una pizza veloce, lui sarebbe tornato tardi e io alle 9 avevo il corso di canto. Ai ragazzi andava bene, così ci siamo mossi con 2 macchine, l'idea era di trovare una pizzeria in zona viale Romagna così poi io potevo correre ai canti. A metà strada Dadà e io, sulla macchina piccola, abbiamo pensato al cinese. Abbiamo telefonato all'auto che ci stava davanti, l'idea piaceva anche a loro. Per questo siamo andati li, era di strada, e ci andavamo abbastanza spesso quando i ragazzi erano piccoli. Quello che non ci aspettavamo era che la signora cinese ci riconoscesse, e si dimostrasse felice di vederci, commentando con stupore quanto fossero cresciuti i ragazzi "Ora molto alti, io ricordo loro piccoli così!" E' stato così carino, lei che si fermava al nostro tavolo dove le pietanze sfrigolavono sulle piastre di ghisa, e chiedeva "Quanti anni ora?". I suoi due figli adesso sono avvocato e ingegnere, ci ha detto, "la sera troppo stanchi, non lavorare più qui". Credo le sia rimasta una domanda in gola, al suo ristorante ci andavamo con Camilla, quando stava con noi, ma non ha chiesto nulla. Ci ha accompagnato alla porta con un sacco di inchini, strappando un sorriso anche a Teo che raramente sorride in pubblico. "Hai visto?" ho detto io prima di separarci alle macchine, "Si ricordava di noi!". Per forza, è stato il commento di Teo, non ci va praticamente nessuno in 'sto ristorante! A me invece è sembrato un bel regalo per un anniversario: i ragazzi che si parlavano uno sopra l'altro, il brindisi col te al gelsomino, la signora gentile che si ricordava di noi, e poi la musica sudamericana mischiata alla salsa di soia, e Patrick e gli altri che aspettavano a cantare. Si, è stato un bell'anniversario, come spesso non ci è stato dato di avere. Abbiamo avuto anniversari con 20 invitati a cena, anniversari solo-noi-due in ristoranti chic, anniversari celebrati in città lontane. Abbiamo avuto anche anniversari ognuno-per-sè, regali attesi e non ricevuti, regali d'oro e d'argento che non c'entravano niente con chi li riceveva. Giovedi invece è stato perfetto, e nessun regalo da scartare. Ho baciato i miei uomini prima di schizzare, già in ritardo, al mio corso di canto. "Ma quanto vi voglio bene?" ho detto a ciascuno di loro. Mamy hai bevuto, mi ha detto Dadà, occhio con la macchina. Un po' aveva ragione, infatti mi sono accorta solo a metà strada che viaggiavo a fari spenti. Se vi capita, il ristorante si chiama "Delizia-delizia", è il loro piatto migliore.

 

 

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categoria:i s-cetc