Ho scritto spesso lettere che poi non ho spedito, ma costa troppa fatica scrivere ora, l'hai deto anche tu, non possiamo permetterci simili sprechi.
Lo ammetto, mi sono un po' scocciata dei tuoi bidoni, e mercoledi ti aspettavo, una telefonata potevi pure farla, no? Almeno un messaggio in segreteria, mi avrebbe fatto un po' schifo ma meglio di niente. Infierisco su qualcosa che fa già male, lo so, ma abbi pazienza, ci sono persone che fanno carte false pur di riuscire simpatiche, e di solito ci riescono bene, ma non è il mio caso. Anzi, ultimamente provo un certo gusto nel rendermi antipatica, sarà che, terra terra, di certe smancerie ne ho le palle piene, finisce che uno non distingue più le cose vere in mezzo a tanto ciarpame. O forse sto solo invecchiando, non so. Comunque sia, il fatto di sapermi dalla parte della ragione, circa l'essere scocciata intendo, e di sapere che mi dai ragione anche tu, beh, questo non mi restituisce l'amica che avevo e, mi chiedo, a te cosa diavolo fa guadagnare. Mercoledì volevo raccontarti un paio di schifide idee che ho per il mio prossimo futuro, e chiederti cos'hai da nascondere vergognosamente dietro inespugnabili roccaforti di solitudine. Guarda che la vita è una bella puttana, prima di riposarti eternamente goditela almeno un po'.
Ho cercato di giustificarti, e mi son detta: "Forse ne ha abbastanza di me", ma vedi un po' tu: sai aprire la mia anima come neanche un apriscatole con un barattolo di conserva - può uno qualunque fare questo? Hai trovato le parole, e spesso anche il silenzio, per consolarmi nei miei giorni neri (sì, anche quando dicevi "non so come aiutarti") - può uno che non ti vuol bene riuscire a fare questo? No, non mi sfiorano dubbi sui tuoi sentimenti, e ancora meno sui miei. Forse credi che questa sia una di quelle porte che dopo i trent'anni bisogna chiudere perchè se ne aprano altre. Hai buttato via le miei stupide lettere di ragazza, ma questo gesto coraggioso quante porte ti ha aperto? Nelle mie stramaledette schifose lettere c'eri anche tu o sbaglio? Non avevi proprio posto, dico, pochi centimetri cubi di posto, in casa tua per loro? Oh Elena, forse sulle porte da chiudere hai frainteso qualcosa, o ti hanno fatto uno scherzo.
Spero che la tua brava analista junghiana (e te l'invidio, è un lusso da ricchi che non potrò mai permettermi) ti sia d'aiuto. Io cercherò di non interferire. Anzi, cercherò di sparire del tutto. Le porte aperte creano sempre corrente, con grande disagio per tutti.
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Non so perchè mi è tornata in mente questa lettera, a Barcellona. Di certo qualcosa che ho visto, o sentito. Viaggiare, mettere distanza dai luoghi quotidiani, spesso regala di queste stranezze, o lucide visioni. La posto qui per Elena, lei saprà come trovarla - ma non saprà più come perderla. Ah, che scherzo le ho fatto....